Tempi del Film, Tempi del Videogioco
La prova su strada di Monster House, videogame tratto dal film prodotto da Robert Zemeckis e Steven Spielberg, fa riflettere su di un aspetto importante della produzione videoludica: il tempo necessario a completarlo o come viene nominato nelle recensioni di videogiochi, la longevità.
C'è un filone di critica che, con validi argomenti, propone la cancellazione del parametro "durata" nel giudizio dato ad un videogame perchè, in un parallelo con il medium cinematografico, difficilmente si pone l'attenzione sulla metratura della pellicola, anzi, a volte sono rintracciabili attachi ad autori che si lasciano andare a tempi eccessivamente dilatati nella narrazione.
Tornando a Monster House, la riflessione nasce dal fatto che il videogame si conclude facilmente dopo circa 4 ore di gioco o poco più. Non sarebbe un problema in sè, anche perchè l'esperienza ludica in senso stretto è decisamente positiva, ma si rimane un pò di stucco nello scoprire che il costo del gioco è, come sempre, quello di 60 euro circa.
Ed è qui che nasce la differenza con il cinema e quindi anche nei parametri di un giudizio ad un videogame: videogiocare costa molto di più che andare al cinema e un prodotto per essere soddisfacente dovrebbe intrattenere per un buon numero di ore. Un elemento che fin quando il costo medio del software non tenderà a scendere, non può essere, per il momento tralasciato, almeno secondo l'opinione di chi sta per concludere la scrittura di questo post...






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