Call of Duty 3
Call of Duty 3 è cinema. Indubbiamente può lasciare perplessi questo incipit visto che in ogni dove, giustamente, troverete catalogata la produzione di Activision come videogioco bellico ma se partiamo da tale definizione “la rapida successione di immagini che contengono una ripresa frazionata della medesima azione è alla base di quella illusione ottica che noi conosciamo con il nome di cinema” per indicare la settimana arte, sarà facile dimostrare le ragione di questa apertura.
Come e più dei suoi predecessori infatti, Call of Duty 3 traspone in un prodotto culturale, quell'aberrante esperienza chiamata guerra di massa (il secondo conflitto mondiale per la precisione) tanto da poterlo definire una sorta di strumento di pace perché odierete la guerra (quella vera) dopo averci giocato. Il totale kaos che si respira a pieni polmoni nelle battaglie, dove gli spari possono arrivare da qualsiasi direzione, l’assordante rumore (l'audio in surround gioca un ruolo determinante per l'esperienza immersiva proposta) di aerei, carro armati, esplosioni, raffiche di mitragliatrice vi faranno desiderare di essere il più lontani possibile da una situazione del genere in cui si troveranno i 4 protagonisti del “film-videogame”, 4 soldati semplici degli eserciti di Stati Uniti, Polonia, Inghilterra e Canada impegnati nell'operazione realmente esistita e conosciuta come The Normandy Breakout che ha condotto alla liberazione di Parigi e portato gli Alleati alle soglie della vittoria.
E' proprio la parte interattiva stessa che in sé risulta avere elementi di narrazione, emozioni, pathos, climax come pochi, pochissimi titoli hanno mai avuto. Non c’è niente di assolutamente paragonabile da questo punto di vista grazie anche alle capacità computazionali messe a disposizione da XBOX360 che ha dato modo ai programmatori di creare situazioni cariche di elementi “vivi” nel background di gioco: dopo pochi secondi trovarsi a pochi metri dai nazisti all'interno di un piccolo cimitero francese non può non lasciare con un po' di disappunto l'utente, frastornato dalla situazione di pericolo e di kaos letteralmente totali. Chi sta scrivendo questa recensione non osa neppure pensare cosa si possa provare in una situazione simile nella vita reale.
Il team di Treyarch comunque ha reso una esperienza indimenticabile Call of Duty non solo grazie all'appeal audiovisivo ma anche grazie a delle scelte registiche di valore assoluto: nel corso della parte interattiva non mancheranno infatti inquadrature particolari e dinamiche, capaci di trasporre su schermo in modo convincente le possibili percezioni visive di chi si trova ad esempio sotto un bombardamento.
Non si può che concludere questa recensione riconsigliando vivamente di vivere Call of Duty 3, sperando che in un futuro più o meno prossimo le guerre siano solo su PC, XBOX360, Nintendo Wii e Playstation 3.





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