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La Traduzione dell'Opera Filmica nel Medium Videoludico: L'Esercitazione

31/12/2006 | postato da: fabrizio | Commenti 0

 A conclusione dell'introduzione sul tema “La Traduzione dell'opera filmica nel medium videoludico”, ho proposto agli studenti del corso di Semiotica, una esercitazione a riguardo e strutturata nel seguente modo: scegliere un film da “tradurre” nel medium videoludico, individuare un alter ego digitale, specificare le coordinate interattive del loro videogame ed infine indicare il referente (e se fosse lo stesso del film o meno).

Dei circa 40 elaborati analizzati, una prima osservazione da fare è l'alta percentuale (circa il 25%) di esercitazioni incentrate su di una serie TV tra cui il gettonatissimo Distretto di Polizia, Lost (che avrà un suo videogame, in uscita per Natale 2007) e perfino... Un Medico in Famiglia!

Sul versante cinematografico, interessante notare i molti film indicati e che non hanno un proprio corrispondente videoludico (o se lo hanno di bassissimo profilo): Leon, Toro Scatenato, il Gladiatore, 1997 Fuga da New York, Final Destination, Blow (tra i più gettonati), The Ring, Braveheart, Arancia Meccanica, Sin City e The Rock sono tutti ottimi titoli per una trasposizione videoludica e che fino a questo momento però non sono mai stati presi in considerazione per tale operazione. Dopo trasposizioni come quelle di Scarface o dei Guerrieri Della Notte avvenute a distanza di un ventennio, non è comunque detta l'ultima parola...

Tre sono poi le eccellenze rilevate fra le esercitazioni e di stampo molto differente. La prima riguarda un elaborato incentrato sul Nome della Rosa dove invece di essere dalla parte dei “buoni” avremo il compito di inquinare le prove e nascondere la verità dietro l'omicidio all'interno del monastero. Un cambio di prospettiva decisamente interessante per un prodotto culturale di pregevole livello e che comunque si presterebbe perfettamente ad una trasposizione videoludica nell'ambito delle coordinate di un adventure punta e clicca (come l'esercitazione stessa riportava in ambito di scelte interattive).

Il secondo elaborato riguarda invece “Salvate il Soldato Ryan”, film che mai ha ricevuto una trasposizione letterale ma che è stato fonte di ispirazione per molti prodotti videoludici a cominciare da Medal of Honor ma anche di Call of Duty e Brothers in Arms. L'autore dell'esercitazione dimostra una buona conoscenza in ambito videoludico ed espone tutte le possibilità non sfruttate all'interno della pellicola per un videogame che sulla carta promette veramente grandi cose.

Infine l'ultima annotazione è per “Kill Bill”. Facendo tesoro del concetto di allargamento dell'universo immaginifico di riferimento, l'autore immagina un videogame incentrato sul cult movie di Quentin Tarantino ma con protagonista la figlia di Testa di Bronzo, la prima vittima della vendetta di Black Mamba – Uma Thurman, e che vede sua madre perire sotto i colpi della spada affilata della bionda protagonista. Collegandosi alle parole di Black Mamba nel film (che invita la bambina a vendicarsi di lei quando sarebbe stata grande), il videogame ci vede quindi nei panni della ragazza in cerca della donna colpevole dell'uccisione della madre. Un totale ribaltamento dei ruoli rispetto alla pellicola ma all'interno dello stesso schema strutturale e che troverebbe, secondo il sottoscritto, un ottimo riscontro tra i videogiocatori.


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